Menu principale:
Parrocchie > San Mauro Abate > Il Gruppo Tobia e Sara
"La discendenza dei giusti sarà benedetta"
Tobia si alzò dal letto e disse a Sara:
«Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza».
Essa si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: «Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano.
Tu hai detto: « Non è cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Dègnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia».
E dissero insieme: «Amen, amen!». (Tb 8,4-8)
************
Il soggetto dell’icona, che trae origine dal libro di Tobia (8,4-9), coglie il momento in cui Tobia, dopo aver invitato Sara ad alzarsi dal letto nuziale, si accinge a unirsi con lei in preghiera. Lo sposo, che tiene nella mano destra un cartiglio con la trascrizione della loro orazione, mostra il palmo della mano sinistra in atteggiamento di umile amore davanti a Dio e alla sposa, che invece tende le mani nel gesto orante dell’offerta e dell’abbandono fiducioso.
Un atto sofferto e liberante che rivela la speranza, posta in Dio, di poter finalmente consumare le loro nozze nella gioia. I due si guardano teneramente, immersi in una sorte di comunione sacra che si fa ricettacolo di fede: la loro unione, messa alla prova, è ormai matura. Non temono. E poiché credono che in ogni relazione sia presente l’Eterno, poggiano i loro piedi su una predella, segno di nuzialità protesa verso il cielo e di distacco dal mondo terreno, qui rappresentato dal pavimento verde. In alto, a destra dell’icona, è visibile la mano benedicente di Dio che fuoriesce dall’universo, quasi a conferma dell’auspicio di Raguele, madre della sposa:
«Coraggio, figlia, il Signore del cielo cambi in gioia il tuo dolore. Coraggio, figlia!»
(Tb 7,17).