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Famiglia > La coppia
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Il termine tradimento deriva dal latino "tradere", che significa dare, affidare, consegnare.
In generale, indica il venir meno alla fede data, in senso più esteso, significa rivelare inopportunamente; in senso figurato venir meno a qualcuno, mancargli.
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Il "tradimento" coincide, spesso, colla presa d'atto, da parte del tradito che l'altro è un individuo che presumevamo di conoscere ma che si manifesta invece in tutta la sua inconoscibilità. Il tradimento pone di fronte alla presa di coscienza dell'individualità di ognuno di noi e della precarietà di ogni relazione umana, indipendentemente dalla sua durata e dal profondità del legame instaurato. Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile. Ciò non toglie che quando ci si innamori ci si illuda che possa essere per sempre, ed è un illusione condivisa da entrambi i membri della coppia.
La relazione di amore in una coppia é uno dei legami principali in cui diamo forma, ma mettiamo anche a rischio, la nostra fiducia nel mondo e in noi stessi. Il legame di coppia può rappresentare, nel modo più puro e acceso, il desiderio di eternità e di sicurezza di una persona, l'esigenza di superare i limiti e l'indeterminatezza della vita presente, la contingenza delle cose. Perciò il tradimento nella coppia rappresenta il modo esemplare, lo scetticismo nei confronti della nostra identità e del mondo esterno. La precarietà delle relazioni, dei sentimenti e degli eventi che ci hanno condotto dove siamo. L'esperienza del tradimento tende ad attraversare quattro fasi diverse: quella iniziale e finale, variabili a seconde delle situazioni, e le due intermedie comuni ad ogni esperienza di tradimento. Le varie fasi non sono da intendersi nettamente separate fra esse, ma spesso si sovrappongono.
La prima fase è quella della genesi del tradimento: come questo matura, le possibili cause, i segnali anticipatori. Per quanto riguarda le possibili cause rimando all' articolo collegato . In questa sede accenno ai segnali anticipatori, che sono sempre presenti. Generalmente ci sono delle differenze tra uomini e donne nello svolgersi della relazione extraconiugale. Le donne legano il tradimento ad un coinvolgimento emotivo e amoroso, ad un'insoddisfazione nel matrimonio e hanno più difficoltà a viverlo clandestinamente, anche se tendono a "nasconderlo" meglio. Gli uomini al contrario, lo legano di più al piacere sessuale e non iniziano una relazione extraconiugale per motivi di insoddisfazione rispetto al coniuge, non hanno grandi difficoltà a viverla clandestinamente, anzi ciò aumenta il piacere della relazione, anche se sono meno "accorti" nel nascondere. Il tradimento segue un percorso di sviluppo, passa da una fase in cui ci sono nella coppia problemi non discussi o non risolti e i coniugi si sentono in rotta, a quella in cui si sviluppa il vero tradimento, la situazione in cui il coniuge insoddisfatto scivola nella relazione extraconiugale. In questo stadio l'infedele nega e l'altro cerca di ignorare i segni della relazione.
Altro passo importante è la rivelazione, che rappresenta il momento più drammatico, perché rappresenta uno spartiacque fra un prima e dopo nella storia della coppia e del matrimonio. La rivelazione porta alla crisi del matrimonio, il coniuge è ossessionato dal problema, a questo punto critico è presa la decisione della rottura o di tentare attraverso il perdono una riconciliazione. All'inizio del tradimento c'è una sorta di regressione adolescenziale. Lo schema sentimentale ricorda appunto quella età caratterizzata da amori fortemente passionali accompagnati da un turbinio d'emozioni. Ma a differenza di quegli amori, questa volta ci saranno conseguenze per lo più imprevedibili, ma ci si sorvola su quest'ultime, si preferisce non vedere. Il tradimento mantiene sempre la relazione "tre metri sopra il cielo" perchè non presenta i litigi, la quotidianità , le preoccupazioni tipiche del matrimonio. Anche, se col tempo, può divenire fonte di forte ansia per conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse. La durata del tradimento è indefinita, da pochi giorni a diversi anni. Ma quanto dura a lungo o termina il matrimonio o la relazione diventa quasi un matrimonio parallelo. Per quanto riguarda la scoperta del tradimento, a volte avviene per “confessione”, talvolta gli amici lo dicono al coniuge, più spesso il coniuge trova un indizio, come un sms, uno scontrino o altro tale da destare fondati sospetti.
Se un tradimento viene perdonato, spesso si tratta di un perdono incompiuto, vale a dire si crede di aver perdonato ma invece la ferita è ancora ben viva. In questi casi si perdona soprattutto per la paura della perdita dell'altro, anche se ha tradito. Ma il tradimento finisce per rappresentare uno spartiacque fra un prima ed un dopo della coppia. Ci si accorge che l'eventuale crisi è peggiorata, che non c'è più la stessa intimità, che non si può ritornare al "prima" col colpo di spugna del perdono. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto. I familiari non sempre aiutano nel percorso del perdono, anzi a volte sono di ostacolo («Ormai, dopo tanto tempo non c'è più nulla da fare»); la mentalità comune non parla di perdono.
Nella fase acuta della separazione non si può parlare di perdono; in seguito, quando è sedimentata la rabbia, si può partire ricuperando l'autostima, la fiducia in se stessi, processo rafforzato dall'ascolto della Parola di Dio e dalla preghiera. Il recupero della dimensione del perdono è direttamente proporzionale al recupero della propria identità. II percorso del perdono è possibile anche in chi non ha fede, se vive valori umani quali il rispetto per l'altro, la capacità di ascoltare e di valutare con equilibrio. La persona separata o divorziata ha bisogno di sentirsi amata e accolta per aprirsi alla speranza. La Chiesa deve comunicare il messaggio che anche il separato è figlio di Dio e che la porta è sempre aperta. È necessario combinare un accompagnamento umano, di amicizia a un accompagnamento spirituale: in questo è centrale la figura del sacerdote, visto come punto di riferimento, specialmente nel momento più acuto della crisi. Spesso, però, alla buona volontà difficilmente si accompagna una competenza adeguata e specifica.
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