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Documenti > Riflessioni
Ascolta la mia voce
(Giovanni Paolo II)
A te, Creatore della natura e dell’umanità, della verità e della bellezza, rivolgo la mia preghiera:
Ascolta la mia voce, perché è la voce delle vittime di tutte le guerre
e della violenza tra gli individui e le nazioni.
Ascolta la mia preghiera, perché è la voce di tutti i bambini
che soffrono e soffriranno quando la gente ripone la propria fede nelle armi e nella guerra.
Ascolta la mia voce, quando ti supplico d’instillare nel cuore di ogni essere umano
la saggezza della pace, la forza della giustizia e la gioia della fraternità.
Ascolta la mia voce, perché io parlo per la moltitudine di ogni paese
e di ogni epoca della storia, che non vogliono la guerra
e sono pronte a percorrere la strada della pace.
Ascolta la mia voce, e concedi discernimento e forza,
perché possiamo sempre rispondere all’odio con l’amore,
all’ingiustizia con la dedizione totale alla giustizia,
al bisogno con la condivisione col prossimo,
alla guerra con la pace.
O Dio, ascolta la mia voce, e concedi al mondo la pace che mai viene meno!
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Paradiso o Inferno?
( Paulo Choelho)
Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione... Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
"Buongiorno" - "Buongiorno" rispose il guardiano.
"Che luogo è mai questo, tanto bello?" - "E' il cielo“
"Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!"
"Puoi entrare e bere a volontà". Il guardiano indicò la fontana.
"Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete"
"Mi dispiace molto", disse il guardiano, "ma qui non è permesso l'entrata agli animali".
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì. Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi. All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
"Buongiorno" disse il viandante. L'uomo fece un cenno con il capo.
"Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete".
"C'è una fonte fra quei massi", disse l'uomo, indicando il luogo, e aggiunse:
"Potete bere a volontà". L'uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare. - "Tornate quando volete", rispose l'uomo.
"A proposito, come si chiama questo posto?" - " CIELO."
"Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
"Quello non è il cielo, è l'inferno". Il viandante rimase perplesso.
"Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome!
Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!"
"Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici...."
Rispose il guardiano: "Non abbandonare mai i tuoi veri Amici"
Perchè: Trovare un Amico è una Grazia, Avere un Amico è un Regalo, Conservare un Amico è una Virtù, Essere Tuo Amico! È un Onore…
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Consigli matrimoniali
(Anthony De Mello)
Quando un uomo, il cui matrimonio era in crisi, cercò il suo consiglio, il maestro disse:
"Devi imparare ad ascoltare tua moglie".
L'uomo prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva imparato ad ascoltare ogni parola che la moglie dicesse.
Il maestro le disse sorridendo:
"Ora torna a casa e ascolta ogni parola che non dice".
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Dio entra dalla porta del cuore
(Paulo Coelho)
Non ti dà nessun vantaggio cercare spiegazioni su Dio.
Puoi sentire dei bellissimi discorsi, ma sono sostanzialmente vuoti.
Proprio come puoi leggere un'intera enciclopedia sull'amore senza conoscere come amare.
Nessuno proverà che Dio esiste.
Certe cose nella vita devono semplicemente essere vissute - e mai spiegate.
L'amore è una di queste.
Dio - che è Amore - è inspiegabile.
La fede è un'esperienza infantile, nel magico senso che Gesù ci ha insegnato:
"I bambini sono il regno di Dio".
Dio non entrerà mai nella tua testa. La porta che Egli usa è il tuo cuore.
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Dio, artista delle nostre vite
(Edith Stein)
Il Signore guida ciascuno per la propria strada, e ciò che chiamiamo "destino"
è l'opera sua d'artista, dell'artista divino che si prepara la materia
e la forma per diverse vie: con lievi tocchi di dita ma anche a colpi di scalpello.
Non è materia inerte quella che Dio lavora.
La sua più grande gioia di creatore è che nasce la vita sotto la sua mano,
che vita gli sgorga incontro, quella vita che vi ha posto dentro egli stesso
e che ora dal di dentro risponde ai tocchi lievi delle dita, ai colpi di scalpello.
È così che collaboriamo alla sua opera d'artista.
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Gli amici sono le corde di una cetra
(San Giovanni Crisostomo)
Gli amici sono le corde di una cetra che, se tutte intonate tra di loro, producono al tocco una musica piacevolissima... Neppure le ricchezze più vistose si possono paragonare ad una salda amicizia.
Le stelle irradiano la luce all'intorno; gli amici, dove giungono, portano gioia e bene.
E' meglio vivere nelle tenebre che mancare di amici... L'amicizia possiede anche la facoltà di ospitare nel nostro cuore la memoria degli assenti e ce li fa tanto desiderare da renderci vicini a loro e lontani da tutte le cose vicine.
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Solo quando avremo taciuto
( Don Tonino Bello )
Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.
Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:la conversione, l'amore, il sacrificio.
Quando il sole si eclissa pure per noi, e il Cielo non risponde
al nostro grido, e la terra rimbomba cava sotto i passi,
e la paura dell'abbandono rischia di farci disperare, restaci accanto.
In quel momento, rompi pure il silenzio: per dirci parole d'amore!
E sentiremo i brividi della Pasqua.
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Prima di tutto l'uomo
( Nazim Hikmet, Ultima lettera al figlio )
Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista nella natura. Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri, ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca, dell'astro che si spegne, dell'animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia, le quattro stagioni ti diano gioia, ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l'uomo!
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“Partire”
Camminiamo la speranza
(Helder Camara)
Partire è anzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".
Partire è smetterla di girare in tondo intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita.
Partire è non lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l'importanza di questo nostro mondo l'umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire. Partire non è divorare chilometri, attraversare i mari, volare a velocità supersoniche.
Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita ed esso esige dei compagni. Beato chi si sente eternamente in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato. Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova.
Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino. Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l'arrivo, lo sbarco.
Ma c'è cammino e cammino: partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e umano.
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Frutti
(Madre Teresa di Calcutta)
Il frutto del silenzio è la preghiera.
Il frutto della preghiera è la fede.
Il frutto della fede è l'amore.
Il frutto dell'amore è il servizio.
Il frutto del servizio è la pace.
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La voce di un saggio
(Swami Viveckananda)
Siediti ai bordi dell’aurora, per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte, per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente, per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio, DIO ti parlerà.
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Preghiera di
San Bernardo
Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio, tu sé colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore per lo cui caldo nell’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso intra i mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, sé tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disianza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.
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Agostino di Ippona
"Ogni corpo per via del suo peso tende ad andare nel luogo che gli è proprio.
Il fuoco sale in alto mentre una pietra cade giù.
Ciò accade anche a noi. Il mio peso è il mio amore.
Dovunque io vada è lui che mi guida."
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Il tuo desiderio è la tua preghiera
(Sant’Agostino)
Il tuo desiderio è la tua preghiera: se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua preghiera. L'Apostolo infatti non a caso afferma: "Pregate incessantemente" (1 Ts 5,17).
S'intende forse che dobbiamo stare continuamente in ginocchio o prostrati o con le mani levate per obbedire al comando di pregare incessantemente?
Se intendiamo così il pregare, ritengo che non possiamo farlo senza interruzione. Ma v'è un'altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio. Qualunque cosa tu faccia, se desideri quel sabato (che è il riposo in Dio), non smetti mai di pregare. Se non vuoi interrompere di pregare, non cessare di desiderare.
Il tuo desiderio è continuo, continua è la tua voce. Tacerai, se smetterai di amare. Tacquero coloro dei quali fu detto: "Per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà" (Mt 24,12).
La freddezza dell'amore è il silenzio del cuore, l'ardore dell'amore è il grido del cuore. Se resta sempre vivo l'amore, tu gridi sempre; se gridi sempre, desideri sempre; se desideri, hai il pensiero volto alla pace.
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LA FEDE
Quella vecchietta cieca che incontrai quando mi persi nel bosco, mi disse:
Se la strada non la sai, ti accompagno io che la conosco.
Se hai la forza di venirmi dietro, di tanto in tanto ti darò una voce,
fino lì infondo... dove c'è un cipresso, fino la in cima dove c'è la croce...
Io risposi:
"Sarà ma trovo strano che mi possa guidare chi non vede...."
La cieca allora mi prese per mano e sospirò...."CAMMINA".
Era "la FEDE"
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Signore, ho il tempo
(Michel Quoist)
Sono uscito, Signore, fuori la gente usciva.
Camminavano e correvano tutti.
Correvano per non perdere tempo,
correvano dietro al tempo, per riprendere il tempo,
per guadagnare tempo!...
"Arrivederci, signore, scusi, non ho il tempo.
Ripasserò, non posso attendere, non ho il tempo.
Termino questa lettera perché non ho il tempo.
Avrei voluto aiutarla, ma non ho il tempo.
Non posso accettare, per mancanza di tempo.
Non posso riflettere, leggere, sono sovraccarico, non ho il tempo".
Vorrei pregare, ma non ho il tempo.
Tu comprendi, Signore, non ho il tempo.
Lo studente, ha il suo studio e tanto lavoro, non ha tempo... più tardi...
Il giovane fa dello sport, non ha tempo... più tardi...
Lo sposo novello deve arredare la casa, non ha tempo... più tardi...
I genitori hanno i bambini, non hanno tempo... più tardi...
I nonni hanno i nipotini, non hanno tempo... più tardi...
Sono malati! Hanno le loro cure, non hanno tempo... più tardi...
Sono moribondi, non hanno... troppo tardi!...
non hanno più tempo!...
Così gli uomini corrono tutti dietro al tempo, o Signore,
passano sulla terra correndo, frettolosi, precipitosi, sovraccarichi, impetuosi, avventati...
e non arrivano mai a tutto, manca loro il tempo, nonostante ogni sforzo,
manca loro il tempo, anzi manca loro molto tempo.
Signore, Tu hai dovuto fare un errore di calcolo. V'è un errore generale:
le ore sono troppo brevi, i giorni sono troppo brevi, le vite sono troppo brevi!
Tu, che sei fuori del tempo, sorridi, o Signore, nel vederci lottare con esso, e Tu sai quello che fai!
Tu non Ti sbagli quando distribuisci il tempo agli uomini:
doni a ciascuno il tempo di fare quello che Tu vuoi che egli faccia.
Ma non bisogna perdere tempo, sprecare tempo, ammazzare il tempo.
Perché il tempo è un regalo che Tu ci fai, ma un regalo deteriorabile, un regalo che non si conserva.
Signore, ho tempo, ho tutto il tempo mio, tutto il tempo che Tu mi dai:
gli anni della mia vita, le giornate dei miei anni, le ore delle mie giornate, sono tutti miei.
A me spetta riempirli, serenamente, con calma, ma riempirli tutti, fino all'orlo,
per offrirTeli, in modo che della loro acqua insipida
Tu faccia un vino generoso, come facesti un tempo a Cana per le nozze umane.
Non Ti chiedo, oggi, o Signore, il tempo di fare questo e poi ancora quello;
Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente nel tempo che Tu mi dai,
quello che Tu vuoi che io faccia.
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