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Conoscere Dio

Sacre Scritture > Approfondimenti

Quali sono le vie di comunicazione che Dio ha scelto per farsi conoscere?


Le stesse che l’uomo ordinariamente utilizza per conoscere. In linea di massima noi conosciamo in tre modi:

a) L’evidenza b) La dimostrazione c) La credibilità della fonte


Dall’insieme della rivelazione biblica risulta che Dio ha categoricamente escluso il primo dei tre modi, ma ha lasciato aperti il secondo e il terzo.

E’ possibile conoscere Dio per via dimostrativa? Tutte le correnti della teologia cattolica e protestante rispondono di no. Ma con una sostanziale differenza: la teologia cattolica ammette la possibilità di dimostrare, per via razionale, che l’ipotesi dell’esistenza di Dio non è assurda.

Il NT ci autorizza in questo senso a considerare la creazione come il primo grande libro sacro da leggere: Rm 1,20 (Theologia naturalis). Fin qui siamo al secondo modo di conoscere.

La rivelazione soprannaturale. Si colloca nella linea del terzo modo di conoscenza: ci si trova fuori da ogni possibilità di evidenza o dimostrabilità. Il testo sacro è il primo testimone della rivelazione, ma non è “rivelazione” esso stesso. Tuttavia la Bibbia non è concepibile se tolta dalla comunità cristiana. La Bibbia, infatti, dice delle cose che soltanto l’esperienza comunitaria è in grado di verificare.

In particolare, nella vita della Chiesa, il Signore non offre mai l’evidenza della sua presenza, ma solo i “segni”, che perciò vanno letti e compresi al secondo livello. Senza questo secondo livello, la Chiesa sarebbe un’istituzione come le altre; nessuna differenza col Comune, o la Regione. Il Vat II, nella Costituzione dogmatica S.C. al n. 7, ha indicato alcune cose da intendere al secondo livello: “Cristo è presente nel sacrificio della Messa sia nella persona del ministro, sia nell’Eucaristia.

E’ presente nella celebrazione di qualunque Sacramento. E’ presente nella sua Parola, giacché è Lui che parla, quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura. E’ presente nell’assemblea che prega e che loda, giacché Lui ha promesso di essere presente dove due o tre si riuniscono nel suo Nome (cfr Mt 18,20).

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LA POSSIBILITA’ DI NEGARE DIO


LE FORME DELL’ATEISMO


Considerazione introduttiva: l’ateismo moderno ha la caratteristica di essere generalizzato, cioè un fenomeno che coinvolge le masse, mentre nel passato era una posizione di pochi. Inoltre, l’ateismo teorizzato oggi tende a scomparire, mentre prende il suo posto l’ateismo pratico. Possiamo individuare due principali cause della scelta atea:

a) La negazione di Dio, esplicita e teorizzata b) L’incapacità di percepire Dio


La parola “ateismo” descrive dei fenomeni molto diversi tra loro. Ricordiamo i principali: Un primo gruppo riguarda la negazione teorizzata di Dio.

1) Ateismo teoretico: esplicita negazione giustificata da un sistema filosofico.
2) Agnosticismo: non possiamo dire nulla di Lui.
3) Scientismo: la scienza spiega tutto (o col tempo lo spiegherà) e non occorre riferirsi a Dio.
4) Relativismo: ognuno ha la sua verità, ogni epoca come ogni persona. La verità è dunque figlia del suo tempo e alla vita umana si può attribuire un senso sempre diverso come si vuole.
5) Antropocentrismo: l’uomo è un valore assoluto, è la misura di tutte le cose.

Un secondo gruppo non scaturisce dal pensiero, ma dalla vita

1) Negazione di un dio non evangelico: è l’ateismo di coloro che nella comunità cristiana hanno conosciuto un volto deformato di Dio, presentato come un giudice, come un padrone o come un’autorità davanti a cui, vuoi o non vuoi, ti devi piegare.

2) La protesta contro il male: perché il dolore e la morte? Quale dio li ha creati?

3) L’indifferenza: un cristianesimo trascinato avanti perché si è sempre fatto così. Una posizione amorfa che umilia la natura razionale. La convenzione ha soffocato la convinzione.

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