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Parrocchie > Viaggi dello Spirito
L'arte cristiana nasce a Ravenna, nei mosaici che rivelano un modo di sperimentare la realtà radicalmente diverso da quello dell'arte classica: si crea un nuovo sistema di comunicazione scaturito dall'azione di Gesù, in cui i credenti imparano a guardare oltre il gesto storico per andare al segno eterno. Un processo di decifrazione dell'immagine che "traduce in termini visivi la tensione noetica della mistagogia cristiana". Ma, nonostante il linguaggio spirituale, la nuova arte coinvolgeva il corpo, e al tempo stesso l'altare, il luogo dove si svolgeva il rito liturgico: l'immagine di Cristo, quindi, posta sull'altare, "diventa "apparizione" del senso dei gesti del sacerdote all'altare (...) rivelando così l'inscindibile nesso tra la liturgia terrena e quella celeste, nella comunione dei santi".
La riproposizione del legame ineliminabile fra le opere d'arte sacra e il luogo in cui sono poste - che segna la loro connessione con il rito liturgico - è un tema ricorrente nel procedere di Verdon, e ci aiuta a ritrovare il significato e la funzione primaria per cui queste opere sono state create. Con Giotto inizia poi un consapevole uso della bellezza del corpo, e di conseguenza della sua forza di attrazione, che troverà la sua massima espressione nel Rinascimento.
Il perfezionamento delle conoscenze anatomiche, insieme alla più raffinata indagine psicologica dei secoli XVI-XVII, permetterà a questo linguaggio, insieme artistico e teologico, di svilupparsi in un'unica matrice comunicativa, dove "la hominis dignitas - il valore dell'essere umano, il senso della sua esistenza - si esprime mediante la raffigurazione del corpo". Così, ritrovando le chiavi di lettura spirituale del ricco patrimonio di arte sacra che ci circonda, possiamo meglio comprendere la ricchezza della tradizione cristiana. E attingervi per le necessità di oggi.